Paolo Costa

A tempo perso

Sono nato a Milano nel 1962, come avevo sempre desiderato. Dal 2007 sono docente a contratto di Comunicazione Digitale e Multimediale nell’Università di Pavia, dove studio in particolare il rapporto fra tecnologia e cambiamento sociale. Ho scritto qualcosa su giornalismo e cultura digitale e sull’evoluzione dell’esperienza della lettura nell’ecosistema dello schermo. Sono tra i fondatori di Spindox (società di consulenza che si occupa di trasformazione digitale) e di Betwyll (startup che sviluppa soluzioni di edutech). Combatto solitario la mia battaglia contro gli «al fine di».

Lettura profonda: non buttare il digitale con l’acqua sporca

Le neuroscienze ci mettono in guardia: la lettura profonda è in pericolo. Occhio però alle conclusioni affrettate. Il rischio è di vedere il problema nel supporto materiale (e- book vs. carta) anziché nel complesso dell’esperienza. Qualche appunto, a margine dell’incontro ‘La lettura profonda. Capire, connettere ed elaborare: quello che i ragazzi disimparano con internet e […]

Aura e cultura pop

L’aura dell’opera d’arte è persa per sempre, o ritorna sotto forma di esperienza di consumo? L’industria culturale ha bisogno dell’aura. Ci pensavo visitando di recente la Österreichische Galerie del Belvedere di Vienna. Nel mio tour tra le sale di quella pinacoteca, non ho potuto esimermi dalla tappa più pop, reclamata fra l’altro dai miei figli: […]

Why we shoot

La parabola del sé dall’autoritratto al selfie Questo testo è stato presentato al convegno Io sono Narciso. Dall’amore di sé alla distruttività (Lograto Bs, 24 settembre 2016), organizzato dall’associazione Uma.na.mente. Esso contiene alcune riflessioni sulla pratica di massa del selfie, neologismo che – com’è noto – designa l’autoritratto fotografico realizzato con uno smartphone e condiviso […]

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