Diritti in Rete, diritto alla Rete

Stefano Rodotà

Il corso su Le battaglie per il futuro di Internet si è concluso oggi con un invito a riflettere sulle responsabilità che ciascuno di noi si deve assumere per determinare il destino della Rete. Tale destino non è scritto, ma dipende dai comportamenti che assumiamo come cittadini e come utenti dei diversi servizi disponibili. Come abbiamo già sottolineato, i diritti in Rete sono spesso minacciati da entità “esterne”: governi autoritari, telcom, editori tradizionali ecc. Quando parlo di “minacce” intendo riferirmi anche alla manifestazione di legittimi interessi e al desiderio di tutelarli. Esiste tuttavia anche un fronte “interno”, alimentato da altri interessi: quelli degli stessi fornitori di servizi online e dai loro ecosistemi. Lungo questo fronte si combattono battaglie che riguardano la libertà di movimento e di scambio, il diritto alla privacy e la libertà di espressione.

Esistono i diritti in Rete, spesso minacciati. Ma esiste anche e soprattutto un diritto alla Rete, bene indispensabile per l’esercizio della democrazia nella nuova sfera pubblica. Esso andrebbe costituzionalmente sancito, come ci ricorda Stefano Rodotà, padre della proposta di addendum all’articolo 21 della Costituzione italiana: “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”.

Mi congedo dagli studenti con due filmati, entrambi disponibili su YouTube, che alludono in modo diverso al dovere di ciascuno di noi di contribuire a scrivere questo finale. Il primo ci induce a riflettere sulle possibili derive del sistema dell’informazione, essenziale per il buon funzionamento della democrazia e la tenuta dello spazio pubblico. Si tratta di Epic 2015, ma nuova versione di un video originariamente pubblicato nel 2004 sulla base di una presentazione del Poynter Institute. Gli autori del video sono Robin Sloan e Matt Thompson. Le musiche originali sono di Aaron McLeran.

Il secondo filmato è stato realizzato per conto del Nobel Peace Center in occasione del conferimento del Nobel per la pace, nel 2010, al dissidente cinese Liu Xiaobo. Vi sono riassunte per sommi capi le vicende di Liu, il quale ebbe a dire: “Internet è un dono di Dio alla Cina”.

 

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